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La caccia e la cinofilia e la comunicazione perdente


É già successo più volte che alle premiazioni delle prove cinofile, quando vengono invitati a parlare politici locali o figure del mondo venatorio, si assiste ad una forma di comunicazione da perdenti.

Ai tanti giovani con voglia di immergersi nel mondo della cinofilia venatoria e che dovranno rappresentare il futuro di questa attività, viene offerto uno spettacolo negativo e poco motivante.

Gli oratori che si susseguono, invece di spronarli e prepararli ad affrontare eventuali detrattori del mondo della cinofilia venatoria, spesso parlano della diminuzione del numero dei cacciatori. Questo è ciò di più sbagliato che possa esistere nel mondo venatorio. Il ruolo di chi ci dirige dovrebbe essere molto diverso.

In primis, non bisognerebbe mai dimenticare di consigliare ai presenti di avere un comportamento irreprensibile di fronte all’opinione pubblica, solo comportandosi in maniera eticamente corretta ci si potrà proteggere da vari attacchi.

Poi, chi relaziona dovrebbe ricordare i numeri del mondo venatorio, senza aver paura di dire che i cacciatori sono in diminuzione, ma che ne restano ancora circa 500000 in Italia, cioè il 10,7% della popolazione votante, vi sembra bassa una tale percentuale?

Per proteggerci dalle critiche ripetiamo puntualmente che per ottenere la licenza di caccia necessita una fedina penale pulita, condizione che tanti politici che legiferano sulla legislazione venatoria, purtroppo, non possiedono anzi, molti di loro hanno un curriculum non proprio cristallino!

Ma perché coloro che partecipano ai convegni cinofili venatori non provano a cambiare atteggiamento adottano una comunicazione da vincenti, positiva?

Vi sembra giusto che chiunque possa attaccare e diffamare il 10,7% della popolazione votante solo perché ama andare a caccia?

La comunicazione nel mondo venatorio e di conseguenza nella cinofilia dovrebbe essere un obiettivo fondamentale, superando le diatribe esistenti tra le troppe associazioni, le stesse non riescono ad unirsi per attuare una difesa comune e così facendo, invece di un aiuto di fronte agli attacchi, ci stanno danneggiando.

I numeri dei praticanti l’attività venatoria e le attività correlate sono sufficienti per poter comunicare con orgoglio di essere cacciatori, ma grazie alle divisioni delle associazioni venatorie, sono trascurati tranquillamente dai politici che ci amministrano.

Ho avuto modo di ascoltare con le mie orecchie delle orrende considerazioni da parte di un politico locale che durante una prova su cinghiale voleva farsi una foto con i cani e i concorrenti per postarla, poi, sui social media.

Preso, però, da un dubbio ha chiamato il servizio di comunicazione dell’ente di appartenenza per chiedere il consenso. La risposta è stata negativa, visto trattarsi di cinghiali (come se si trattasse del demonio!) e per questo gli è stato consigliato di desistere.

Ma dove stiamo andando?

Ma possibile che nessuno sia capace di contestare l’ideologia Disneyana che ha generato un mondo surreale dove il leone va insieme al facocero, e a furia di leggere i fumetti diventa la realtà?

Il cervo è diventato”Bambi” e quindi le popolazioni pletoriche che esistono in molte zone italiane devono restare senza regolazione distruggendo così la ricrescita di tanti boschi!

Tanti protezionisti che spesso conoscono solo le città, che si muovono costantemente con le automobili si permettono di esprimere pareri su quanto succede ai bordi delle savane, dove contadini in difficoltà devono difendersi dai grandi predatori per poter sopravvivere ad una grama esistenza!

Se cediamo a tutti i ricatti che ci vengono propinati per non suscitare l’irritazione e le ritorsioni di chi ci governa, il nostro mondo cinofilo-venatorio non avrà futuro.

Quindi è necessario attuare una comunicazione nuova, più convincente.

Per questo i 500000 cacciatori e, in particolare, tutti quelli che amano i cani da caccia e la cinofilia, più volte mortificati dai provvedimenti dei politici che non perdono occasione per limitare l’attività venatoria, dovrebbero adottare il loro stesso metodo e cioè ignorarli in quanto opportunisti che fingono poi di ricordarsi solo in prossimità del periodo elettorale!

Vincenzo Ferrara x www.segugi.net

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